giovedì 9 agosto 2012

Post #30 alla soglia delle 30 candeline


Mancano 15 giorni esatti e poi “tanti auguri a me”.
Quest’anno sono 30. Numero tondo, pari (odio i numeri pari) e che si lascia alle spalle il 2. Il 2 di 20, 21 e così via. Che succederà? Come festeggerai? Ti sentirai vecchia? Che ansia, vedremo. 
Ma se non posso prevedere il futuro, tranne che il fatto che il giorno del mio compleanno lo passerò ancorata a questa scrivania, posso però constatare il presente e il passato


Il presente è questo: sto in ufficio, lavorerò fino a sabato 11 agosto compreso e poi finalmente me ne andrò al mare. Sono stanca ma anche felice. Felice di fare questo mestiere, di scrivere per vivere & di vivere per scrivere. Questa è un’arte che non si impara, è un talento che viene al mondo con te insieme ai capelli, al naso e alla bocca. Non sono presuntuosa, è così, come per i pittori, i ballerini, i poeti e i musicisti. Presenti sono anche gli amici di una vita, quelli con cui andavi in due senza casco a quattordici anni e quelli a cui non vedi l’ora di telefonare per raccontare una cosa bella. Presenti anche i nuovi di amici, quelli che in poco tempo ti hanno conquistato.


Il passato di trent’anni, invece, non si può descrivere in mille battute. “E’ un passato remoto, ormai”, direbbero gli stronzi che magari ne hanno compiuti 28 di anni. Sono certa, però, che in 10mila e 935 giorni ho fatto tante cazzate ma anche tante cose belle che non tutti possono dire di aver fatto. Ho viaggiato per mezzo mondo, ho amato, ho cambiato parere ma su altri punti sono rimasta fedele, sono cresciuta ma a volte sono anche tornata indietro, ho dato fiducia e poi l’ho tolta, ho imparato a condividere tutto ma anche a tenere per me, ho letto centinaia di libri, ho perso la bussola e ogni tanto l'ho ritrovata, ma poi mi è risfuggita, ho preso una strada e poi l’ho abbandonata per qualcosa che credevo migliore, ho fatto tanti, tantissimi errori ma poi li ho sempre pagati e soprattutto non ho mai perso la dignità (che non è poco), mi sono tuffata di testa in una novità quando prima ci pensavo un’eternità, ho fatto traslochi continui, di case e di pensieri, ho vissuto in un’altra città e ho creato da sola questo blog. 

Cosa significa allora sentirsi vecchi? Significa forse aver esperienza? Beh allora no, non mi ci sento, perché mancano ancora troppi tasselli e se fino ad ora ho fatto 10 e sbagliato 8 significa che ancora devo capirli certi meccanismi. Perciò, no, non mi sento vecchia, anzi.




Per la cronaca, anche se non c’entra niente, dal mio primo post scritto a febbraio oltre 4mila persone hanno visitato questo blog. Che dire? Grazie.










martedì 24 luglio 2012

Nati con la camicia
(una qualsiasi, stanno da paura comunque)



Lei è indubbiamente la più chic di Viterbo.
Lui, invece, è il #1.



Si sono presentati così venerdì sera, sembravano usciti da Vogue. Una macchia di colore, una ventata di stile dopo una settimana grigia. Calda, ma grigia. E peccato che The Sartorialist non fosse nei paraggi, ma mi sa che non bazzica tanto nella Tuscia.



Mi è stato rimproverato di aver dato spazio solo ai ventenni fino ad ora. Che se lo meritavano, per carità, ma sempre e solo giovanissimi. E invece stavolta tocca a loro, agli over 30. Ma generalizzare non è nel mio stile, ecco perché, come si suol dire, li ho scelti nel mazzo. Gli over 30 di oggi sono Giulia B. e Andrea R., gente che la classe ce l'ha nel dna. Gente che non sa neanche cosa siano le cadute di stile, che è sempre perfetta sia in low cost che in expensive. Gente che era figa anche quando andavano di moda le spalline o i maxi pull di Iceberg, per capirci. 



Fate conto che lei, Giulia, riesce ad essere al top anche con la tuta. Che a vestirla sia Zara, come in queste foto, o Trussardi fa sempre la sua figura. E se dovessi associarla ad una parola, questa non potrebbe che essere FINEZZA.



Fate conto che lui, Andrea-per gli amici-Rinal, invece, è l’opposto di Giulia. Anche lui non sbaglia un outfit e se vi serve un consiglio per l’abito giusto fategli uno squillo (sempre che troviate libero), ma la parola che ho scelto per lui è IMPREVEDIBILE. Se un giorno lo beccate in un Gucci su misura, il giorno dopo lo potreste trovare con una stampa Happiness a stelle e strisce. Sì, quella della foto.

With LoVe,
F.







giovedì 19 luglio 2012

Non amate il balletto? Peggio per voi




Silenzio in sala. Concentratevi. Parte la musica.




Ecco. Vi siete emozionati?
Certo, vederlo dal vivo e sentire le punte scricchiolare sul palco fa tutto un altro effetto. E ieri sera era proprio la serata adatta. Non al Bolshoi, non all’Hermitage, proprio qui, a Viterbo, a due passi da casa. In scena, sotto la loggia di Palazzo papale, proprio loro, la Compagnia del Balletto di San Pietroburgo, che ha danzato di fronte a cinquecento persone, all’aperto, nell’ambito del TusciaOpera Festival. Un classico: il Lago dei Cigni. Un incanto, questa è la parola chiave.


Trentadue ballerini, tre atti, due ore e più di volteggi, pirouettes con doppi giri en attitude e tours fouettè finali da far girare la testa. Lei, la prima ballerina Anastasia Kolegova, cigno bianco e cigno nero, è stata immensa. Perfezione russa. 


Tutte le bambine dovrebbero essere iniziate alla danza, quella classica. E se un giorno avrò una figlia la intorterò con la storia del tutù e delle punte, che poi magari non indosserà mai perché si stuferà prima di tutta quella disciplina. Oppure, chissà, diventerà la nuova Anastasia.  










venerdì 13 luglio 2012

Ciao Gianni-icona-Versace



“Con la morte di Gianni Versace l’Italia e il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività”.
Ipse dixit l’amico Franco Zeffirelli.


L’OMICIDIO - E’ il 15 luglio del 1997 quando Gianni cade a terra sulla scalinata dell’ingresso di Casa Casuarina, a Miami, colpito prima alla nuca e poi al viso quando era già terra. E' morto poche ore dopo al Jackson Memorial Hospital. Aveva 50 anni. Un’esecuzione vera e propria che la polizia attribuì al venticinquenne filippino Andrew Phillip Cunanan, gay, forse marchetta di lusso, forse killer professionista, forse assassino di altre quattro persone, che si suicidò otto giorni dopo perché la polizia aveva scoperto il suo nascondiglio. L’omicidio di Versace è stato inserito dal Time nella classifica dei “Venticinque maggiori crimini del secolo”.


IL FUNERALE - Al Duomo di Milano, fu impedito che venisse nominato nella funzione il compagno Antonio d’Amico. Donatella disse al Corriere della Sera che erano state le autorità ecclesiastiche a mettere il veto. E Antonio, infatti, quel giorno stava in un angolo, con la bocca cucita, senza poter dire nemmeno una parola in ricordo del compagno di una vita, con cui viveva in simbiosi dal 1982. Elton John dichiarò: “Una Messa ingessata,il prete volle controllare anche i testi dei salmi che avremmo voluto cantare io e Sting. Fu un’esperienza orribile”.


L’EREDITA’ – Un capitolo forte. Il testamento olografo redatto nel 1996 annullò quello del 1990. Il ’96 era stato anno particolare: Gianni aveva vinto la sfida con un tumore e era tornato a lavorare con più entusiasmo di prima. E’la sua “Little Princess” Allegra, la figlia di sua sorella Donatella e del modello Paul Beck, ad ereditare il 50% dell’impero della Medusa. Aveva 11 anni all’epoca. Aveva assistito al primo defilè quando aveva pochi giorni di vita, aveva sfilato per la prima volta a otto anni e andava in vacanza con Naomi Campbell. Zio Gianni la definiva “Il futuro della nostra dinastia”. La adorava. Fece anche confezionare da Hermès una Kelly in miniatura, solo per lei, uno dei tanti regali costosissimi. Ad Allegra è andata la metà delle azioni Versace, a sua madre Donatella il 20% e all’altro zio, Santo, il 30%. Tagliati fuori i due figli di Santo, Gianni aveva nominato nel testamento anche il suo compagno Antonio e il fratello minore di Allegra, Daniel, che all’epoca aveva otto anni. Al primo lascia un assegno mensile di 50 milioni di lire e il diritto di vivere nelle case di Milano, Miami e New York. Al secondo numerose opere d’arte di grande valore, tra cui spiccano quadri di Leger e di Picasso.



Allegra, spente le diciotto candeline posizionate sulle diciotto torte durante la sua mega festa all’Alcatraz, è entrata in possesso delle quote. Ma è a venticinque anni che si convince a partecipare attivamente nel Cda. “Me lo ha chiesto mamma”, dirà.


ANTONIO D’AMICO – “Donatella non mi ha mai amato, neppure negli anni in cui sono stato con Gianni e mi piacerebbe che Allegra, per cui ero zio Antonio, un giorno mi facesse una telefonata”. Per i dissapori con la famiglia Versace ha rinunciato a una parte dell’eredità, è stato allontanato dalla Maison e ancora non crede alla storia del mitomane identificato come autore dell’omicidio: “L’indagine è stata chiusa troppo in fretta". Ha un nuovo compagno (da sette anni), Alberto, che ogni tanto chiama “Gianni” per errore e una nuova vita. Ha passato momenti difficili,la depressione lo aveva portato a tentare anche il suicidio, nel 2002, con un cocktail di tranquillanti. Ma Gianni rimane comunque un pensiero fisso.



Sono passati già quindici anni dal giorno della sua morte. Ma il mondo della moda non se ne fa ancora una ragione.Gianni resterà nella storia, per sempre. Uno stilista con il suo estro lo devono ancora inventare.
Rip, Gianni-icona-Versace.




mercoledì 11 luglio 2012

Re Giorgio: 78 anni e non sentirli



Giorni intensi nel mondo della moda: Altaroma, Alta moda a Taormina, la finale di Vogue-Who is on next e l’annuncio delle prossime Vogue Fashion Night Out (Milano 6 settembre, Roma il 13 e Firenze il 18), ma questa settimana ricorrono due anniversari impossibili da dimenticare. Oggi, 11 luglio, Re Giorgio Armani festeggia 78 primavere. Domenica, 15 luglio, il mondo ricorderà invece Gianni Versace, nel quindicesimo anniversario della sua morte. Ma di questo parlerò nel prossimo post.

Per ora concentriamoci sul Re. Piacentino, icona dello stile italiano all’estero, ambasciatore per eccellenza del mantra “Lo stile non ha tempo”, ha fatto e fa storia. Anticonformista dello spirito classico ha rivoluzionato la moda maschile con le sue giacche destrutturate (ha eliminato i supporti interni, spostato i bottoni e modificato le proporzioni), diventate ormai un must. Come non ricordare i costumi di scena di American Gigolo indossati da Richard Gere? L’America, da lì, l’ha adottato. 


Blu, grigio, bianco, nero e beige. Tonalità sobrie che continua a proporre da quarant’anni. Uno stile inconfondibile anche nei colori, oltre che nelle linee. E ha criticato i colleghi che, con la scusa dello chic, vendono abiti brutti facendoli passare per capi di tendenza perché “alla moda del nudo sono contrario: un buon sedere è un buon sedere, ma per chi crea vestiti il nudo è autodistruzione”.




Sono sincera. Non l’ho mai amato tanto. A lui ho sempre preferito Gianni Versace, se devo tornare indietro con la memoria alle Icone con la i maiuscola. Ma di lui ci sono sfumature che non possono non essere apprezzate. La continuità. Si è sempre reinventato Re Giorgio, ha creato e firmato di tutto nella vita, dalle divise sportive all’arredamento, dal make up alla ristorazione. La professionalità. Colpito da un’epatite da intossicazione pochi anni fa, Giorgio Armani non si è mai fermato: “Per uno come me è difficile farsi da parte anche se sta male. Perché io non delego e quando delego, controllo e mi voglio occupare di tutto”. E la classe. “Eleganza non significa essere notati, ma essere ricordati”.









venerdì 22 giugno 2012

Sì al fluo ma soprattutto sì a Michael Kors




E con questa sono ventordici. Ventordici volte che apro un documento Word da stamattina presto. Scrivere è una cosa meravigliosa, farlo per lavoro è ancora più meraviglioso, farlo per piacere è addirittura SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO, doversi mettere gli occhiali da vista con 10 decimi, invece, prende male. Però ho pensato che, anche oggi, ne avrò fino alle 9 di questa sera, tanto vale perdere la vista con voi. Dato che fa un caldo mostruoso e su face book vedo che ancora va di moda pubblicare foto di sabbia, mare, piedi e bikini, va bene, avete vinto, parliamo di estate. Ma non di vacanze, vi prego, che banalità, e poi sono troppo lontane. 
STILISTA ESTIVO DI OGGI: Michael Kors



Newyorkese doc, figlio di una foto modella, ha iniziato a disegnare a 19 anni, è stato direttore artistico per Celine per poi dedicare anima&corpo al suo marchio. Ha sposato il suo partner Lance lo scorso anno sulla spiaggia di Southampton. Oggi star, celeb&socialite indossano le sue creazioni. Non ama le tendenze ma le contro tendenze e non indossa mai le calze.
IO LO AMO.


Ha iniziato con lo sportswear e, nonostante il pret-a-porter femminile,le linee di accessori e il menswear non si è mai discostato troppo dal suo primo amore. Colori forti, tinte pastello o black&white che sia, i cardigan e le giacche danno un senso a qualsiasi nude look, anche cheap. E il risultato è sempre SOFISTICATO. In Europa ha letteralmente sbancato soprattutto con le borse, dalla Skorpios leather clutch alla Upton Astoria. Ma la sua filosofia è sempre quella di partire da modelli classici, senza tempo, riadattandoli. La nuova collezione fall-Winter 2012/ 2013 spazia tra handbag, shoulder bag, shopper, tote e clutch. Top le preziose versioni in pitone.
TAKE A LOOK !





lunedì 11 giugno 2012

Hello June! Hello Giulia Z. !



Viterbo è una città che ha tante deficienze. Nel senso di “mancanze”, alla latina, non pensate subito male, eppure una cosa non gli è mai mancata. Le belle ragazze, dicono. Belle&stronze, però, dicono sempre i più. Stronze nel senso di snob e non è che poi questi “più” abbiano così torto. Ma non voglio essere cattiva in questo post perché è lunedì, quasi piove e il mio umore è già a terra. Anzi. Onore al merito oggi! Hello June!, anche se sembra ottobre ma il meteo lasciamolo a chi ha poco da dire. Sta di fatto che, rischio pioggia a parte, i locali estivi hanno aperto i battenti e sabato sera io c’ero. E come in ogni posto affollato che si rispetti il 70% della gente era OSCENA. Tra le centinaia di persone che il mio occhio ha intercettato, però, ho trovato una rarità che MERITA di essere resa nota al popolo del web.


Ha poco più di vent’anni, è bella come il sole ma soprattutto è sempre sorridente. Non è un’utopia ma è un essere vivente e il suo nome, Ladies and Gentlemen è Giulia Z. Bella è bella ma, viva la faccia, non è per niente stronza, tutt’altro.
In via molto ma molto generale lo stile delle nuove generazioni ha una pecca: è ARROGANTE. Vuoi perché a vent’anni quasi tutto è concesso, vuoi perché ultimamente la moda è un po’troppo estrema e vuoi perché con l’avvento del low-cost tutte possono permettersi di essere cool spesso si finisce con l’ESAGERARE. Chi mi conosce sa che non la faccio passare liscia a nessuno, neanche a mia madre. Beh, questa ragazza non mi ha mai deluso. Né di mattina, né di pomeriggio, né di notte. Sa il fatto suo, ma con discrezione, senza strafare.

Non è difficile, direte, essere sempre carina con quel personale, invece è qui che vi sbagliate. Pare che le "giovani d’oggi" l’abbiano tirate su a pane e aria da quanto sono magre, beate loro! E anche se io non sono Anna Wintour, Dio Santo, grazie a 30 anni di Vogue, 10/decimi e pizza e mortadella (altro che pane e aria) so distinguere la magra/figa dalla magra/sciatta!

W Giulia Z! Che il sorriso (insieme a tutto il resto, per carità) sia sempre con te perché non è un dettaglio da poco, è un NON PLUS ULTRA!

PS: Per chi non la conoscesse è fidanzatissima.