Finita la Milano Fashion Week i riflettori sono tutti puntati su Parigi. Ma anche fosse Londra o New York niente sarebbe più attuale di questa considerazione evidenziata in rosa qui sotto.
BLOG: Brevi Limpide Osservazioni Geniali. Ops, volevo scrivere Generiche...
Pensieri, confessioni, consigli e giudizi spassionati di Flavia su tutto quello che le passa per la mente senza prendersi sul serio.
giovedì 26 settembre 2013
Flash post-MilanoFashionWeek
Finita la Milano Fashion Week i riflettori sono tutti puntati su Parigi. Ma anche fosse Londra o New York niente sarebbe più attuale di questa considerazione evidenziata in rosa qui sotto.
giovedì 8 agosto 2013
Via PopStore numero 94, 01100 Viterbo
Io
gli addii non li sopporto. Proprio non ce la faccio. E non solo quelli alle
persone, ma anche quelli ai luoghi e alle cose. E allora gli addii li faccio a modo mio, qui.
Proprio
in questi giorni a Viterbo ha abbassato la saracinesca un negozio delizioso.
Che poi proprio un negozio non lo è mai stato, ecco perché non tutti lo
capivano. Si chiama PopStore e, come ho detto due righe fa, è molto più Pop che
Store.
Che
vende? Vestiti, scarpe, borse e accessori. E allora, direte, “di che
stiamo parlando? Chiudono decine di negozi al minuto ormai…”. Ma qui, è
vero, si vendono capi di abbigliamento, ma più che altro si regala una ventata
di freschezza. Non voglio dilungarmi sui vestiti favolosi, le marche di nicchia
che a Viterbo non si erano mai viste e tutti questi argomenti scritti e riscritti per cui
non vale la pena neanche consumare la tastiera. Voglio invece scrivere di chi
stava dietro alla cassa e che più che aprire ogni mattina e star lì a cercar di
far soldi come tutti – che per carità, non c’è niente di male – ci mette il
cuore e una ne pensa e cento ne fa.
Il
segreto di quel piccolo spazio al civico 94 di via Saffi è sempre stato il sapersi
rinnovare, dentro e fuori. E allora il più delle volte funziona così: tu entri
con l’intenzione di provare un abito e invece ti ritrovi a giocare a vestiti
per ore e ore. E poi ti fissi su quella libreria bianca che si trova entrando a destra dove
troneggiano borse, collane e bracciali, biancheria intima, libri, soprammobili strani. E poi, ancora, vai a fumarti una sigaretta di fuori con
loro e intanto si sono fatte le 13,40, la via è deserta e tu – e loro –
dovresti già essere a casa a pranzo.
PopStore
è stato il primo – e l’unico – a Viterbo a credere nelle potenzialità di
Benedetta Bruzziches quando ancora non era così famosa; è stato il primo – e l’unico
– a Viterbo ad organizzare un fashion photo look contest; è stato il primo – e l’unico
– a Viterbo ad unire la psicologia ai vestiti.
E’
e sempre sarà il primo. E tanto per battere tutti sul tempo come al solito,
chiude, sì, a Viterbo, ma riapre. Dove? A Parigi. A me dispiace, e tanto, ma so
che anche questo fa parte del loro gioco preferito, sperimentare, e quindi le stimo. E molto.
Per
la cronaca, dato che il fashion photo look contest l’ho vinto io, mi sono
presa la licenza poetica di scrivere il mio addio tutto al presente, mai al
passato. E sempre per la cronaca, la foto cartolina del mio look PopStore è e
sempre resterà attaccata sul mio frigorifero.
<3.
lunedì 1 luglio 2013
I quattro cavalieri dell'Apocalisse
1992,
Prima edizione di Convivio.
Da
sinistra, Gianni Versace, Valentino, Giorgio Armani e Gianfranco Ferré.
Inginocchiatevi
e ripetete con me:
“Dio
dell’Haute Couture,
mi
pento e mi dolgo di tutti i miei peccati,
perché
comprando da H&M ho meritato i tuoi castighi
e
molto più perchè ho offeso Te,
infinitamente
superiore e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo
col Tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e
di fuggire di fronte all’entrata di Zara.
Signore,
misericordia, perdonami”.
Amen.
mercoledì 8 maggio 2013
“You can’t a judge a book by its cover
but you can judge a person who doesn’t read books”
Sono loro ora le DEE delle clutch. Nomen Omen: si chiamano entrambe OLYMPIA. Charlotte Olympia e Olympia Le-Tan si contendono lo scettro a suon di clutch a forma di libro, rivista, ma anche croissant & plexiglass.
Edizioni
limitate, neanche a specificarlo. Limitate ma non nel prezzo, parliamo di oltre
mille euro. Ne vale davvero la pena? Forse sì.
Ma
se il vostro budget è leggermente ridotto, allora c’è un’altra
bag designer dalla creatività impressionante che fa per voi. Tempo fa Benedetta Bruzziches
ha proposto la borsa libro, anche in versione lavagna: per annotare ogni
pensiero. E che dire del cabaret di paste della domenica? Chapeau.
Da
ultimo, se il vostro portafoglio conta più monete che banconote ogni tanto
ricordatevi che esistono anche i libri veri. Con poco più di dieci euro non
solo avreste nella vostra libreria un amico in più, ma allarghereste anche la
vostra mente. I classici, quelli carta stampata intendo, vanno di moda sempre e
da sempre.
(Charlotte Olympia - Croissant Bag)
(Charlotte Olympia - La Parisienne)
(Charlotte Olympia - Pandora)
(Olympia Le Tan - Book Clutch)
(Olympia Le Tan - Book Clutch)
(Benedetta Bruzziches - Libro lavagna)
(Benedetta Bruzziches - Cabaret)
(LIBRERIA - SI VENDONO LIBRI & VIAGGI CON LA MENTE)
martedì 16 aprile 2013
Rapida e indolore: WishList di mezza stagione
Shourouk – Apolonia Rainbow Necklace
Kenzo
- Shorts
Charlotte
Olympia – Shoes
Proenza
Schouler - Pochette
martedì 9 aprile 2013
Voglio una giornata a colori. Quelli di Missoni.
Ma a me di Missoni non
piacciono solo i colori.
Mi piace anche la storia di
famiglia.
Mi piace che la geometria rigorosa
delle stampe rifletta un po’ i ruoli allinterno della famiglia M.
Mi piace che la favola
della maglieria di provincia che negli anni mette la firma anche su pret à
porter, moda mare, gioielleria, design & hotel.
Mi piace anche che i capostipiti
Ottavio e Rosita M. si amino ancora molto.(Romanticheria).
Mi piace ricordare che
Ottavio è stato anche un grande sportivo e che non ha rinunciato all'atletica
leggera nemmeno a ottant’anni passati.(E io che ancora mi devo iscrivere in
palestra..).
E poi mi piace che una
stola di Missoni, seppur comprata 7 (o 27 o 37, fate voi) anni fa, si riconosca
da lontano e sia sempre attuale. (E poi mi venite a dire che H&M sfila per
l’Alta Moda a Parigi, tze!).
“Non compro
abiti firmati, mi metto quello che mi piace. Quando sono stato invitato al
Quirinale mi serviva uno smoking... Non producendo io quella roba, sono entrato
da Armani e ne ho comprato uno.» Ottavio dixit. Chapeau.
Quest’anno la Maison con la
M maiuscola spegne 60 candeline, anche se a gennaio la favola colorata (e a
strisce) della famiglia cuore d’Italia è stata segnata dalla scomparsa del
primo figlio di Ottavio e Rosita, Vittorio, che viaggiava a bordo di un aereo
da turismo con la moglie e una coppia di amici sopra Los Roques in Venezuela.
Per la cronaca, questo
pezzo su Missoni mi è venuto così, d’impulso. Mi piacerebbe che arrivasse
questa benedetta primavera, allora ho pensato ai colori, mi è venuta in mente un
motivo di Missoni e ho reso omaggio alla Maison scrivendo che più apprezzo.
Questo è quanto.
PS: Questa collana della
collezione primavera estate 2013, per me, è uno dei pezzi più belli. Prezzo 480
euro.
martedì 12 marzo 2013
Post amaro: Non è più l'Alta Moda di una volta..
Non sono tarda, al massimo
ritardataria. Ma neanche, sono quasi sempre puntuale. E’solo che stavolta ho avuto
bisogno di tempo per metabolizzare la notizia e, soprattutto, farmi un’idea chiara.
C’è da dire, però, che non mi sono allontanata molto dalla prima reazione che,
pressappoco, è stata: “oh cazzo”.
Non sto parlando del
Conclave naturalmente, ma della prima sfilata di Haute Couture di H&M durante
la settimana della moda parigina. Adoro la politica di H&M, compro da
H&M, sono fan delle collaborazioni con i Grandi stilisti e sono fermamente
convinta che il marchio svedese di fast fashion passerà alla storia. Detto
questo, quando è troppo è troppo.
Dov’è finita l’Alta Moda? Dove
sono finiti quegli abiti meravigliosi che avanzavano sinuosi sul catwalk,
quelle opere d’arte allergiche ai portafogli e ai corpi dei più? Come si può
sdoganare con tanta naturalezza il Musée Rodin, scenografia di maestri come Christian (Dior) &
Yves (Saint Laurent)?
“Siamo entusiasti della
linea e abbiamo deciso di mostrarla”. Così il portavoce del gigante del low
cost Hacan Andersson. Ok, detto fatto. Ma a Parigi? Non sono d’accordo, non
avrebbero dovuto permetterglielo.
Mi sta bene il testimonial
famoso (la prossima, secondo i rumors, potrebbe essere Beyonce). Mi stanno bene
le capsule collection di Versace, Cavalli, Lanvin, Marni e via dicendo. Le ho trovate geniali, per la verità. Geniali perché nuove, diverse e organizzate
ogni volta in maniera eccepibile. Ma è pur sempre un connubio temporaneo in cui
A e B uniscono sì le forze, ma mantengono ben divisi i ruoli: da un lato il low
cost, dall’altro una grande Maison. E invece stavolta hanno fatto il grande salto,
quello nell’Olimpo delle Griffe. Ci ho provato, ma non mi va giù.
Che poi la collezione non è
male, non aveva proprio torto Andersson. Androgina, austera e quasi monocolore,
sarà disponibile in 200 punti vendita nel mondo e online a partire dal prossimo
5 settembre. E’ solo che avrei preferito un altro tipo di occasione e di
location per la sfilata. Ecco tutto.
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