mercoledì 11 luglio 2012

Re Giorgio: 78 anni e non sentirli



Giorni intensi nel mondo della moda: Altaroma, Alta moda a Taormina, la finale di Vogue-Who is on next e l’annuncio delle prossime Vogue Fashion Night Out (Milano 6 settembre, Roma il 13 e Firenze il 18), ma questa settimana ricorrono due anniversari impossibili da dimenticare. Oggi, 11 luglio, Re Giorgio Armani festeggia 78 primavere. Domenica, 15 luglio, il mondo ricorderà invece Gianni Versace, nel quindicesimo anniversario della sua morte. Ma di questo parlerò nel prossimo post.

Per ora concentriamoci sul Re. Piacentino, icona dello stile italiano all’estero, ambasciatore per eccellenza del mantra “Lo stile non ha tempo”, ha fatto e fa storia. Anticonformista dello spirito classico ha rivoluzionato la moda maschile con le sue giacche destrutturate (ha eliminato i supporti interni, spostato i bottoni e modificato le proporzioni), diventate ormai un must. Come non ricordare i costumi di scena di American Gigolo indossati da Richard Gere? L’America, da lì, l’ha adottato. 


Blu, grigio, bianco, nero e beige. Tonalità sobrie che continua a proporre da quarant’anni. Uno stile inconfondibile anche nei colori, oltre che nelle linee. E ha criticato i colleghi che, con la scusa dello chic, vendono abiti brutti facendoli passare per capi di tendenza perché “alla moda del nudo sono contrario: un buon sedere è un buon sedere, ma per chi crea vestiti il nudo è autodistruzione”.




Sono sincera. Non l’ho mai amato tanto. A lui ho sempre preferito Gianni Versace, se devo tornare indietro con la memoria alle Icone con la i maiuscola. Ma di lui ci sono sfumature che non possono non essere apprezzate. La continuità. Si è sempre reinventato Re Giorgio, ha creato e firmato di tutto nella vita, dalle divise sportive all’arredamento, dal make up alla ristorazione. La professionalità. Colpito da un’epatite da intossicazione pochi anni fa, Giorgio Armani non si è mai fermato: “Per uno come me è difficile farsi da parte anche se sta male. Perché io non delego e quando delego, controllo e mi voglio occupare di tutto”. E la classe. “Eleganza non significa essere notati, ma essere ricordati”.









venerdì 22 giugno 2012

Sì al fluo ma soprattutto sì a Michael Kors




E con questa sono ventordici. Ventordici volte che apro un documento Word da stamattina presto. Scrivere è una cosa meravigliosa, farlo per lavoro è ancora più meraviglioso, farlo per piacere è addirittura SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO, doversi mettere gli occhiali da vista con 10 decimi, invece, prende male. Però ho pensato che, anche oggi, ne avrò fino alle 9 di questa sera, tanto vale perdere la vista con voi. Dato che fa un caldo mostruoso e su face book vedo che ancora va di moda pubblicare foto di sabbia, mare, piedi e bikini, va bene, avete vinto, parliamo di estate. Ma non di vacanze, vi prego, che banalità, e poi sono troppo lontane. 
STILISTA ESTIVO DI OGGI: Michael Kors



Newyorkese doc, figlio di una foto modella, ha iniziato a disegnare a 19 anni, è stato direttore artistico per Celine per poi dedicare anima&corpo al suo marchio. Ha sposato il suo partner Lance lo scorso anno sulla spiaggia di Southampton. Oggi star, celeb&socialite indossano le sue creazioni. Non ama le tendenze ma le contro tendenze e non indossa mai le calze.
IO LO AMO.


Ha iniziato con lo sportswear e, nonostante il pret-a-porter femminile,le linee di accessori e il menswear non si è mai discostato troppo dal suo primo amore. Colori forti, tinte pastello o black&white che sia, i cardigan e le giacche danno un senso a qualsiasi nude look, anche cheap. E il risultato è sempre SOFISTICATO. In Europa ha letteralmente sbancato soprattutto con le borse, dalla Skorpios leather clutch alla Upton Astoria. Ma la sua filosofia è sempre quella di partire da modelli classici, senza tempo, riadattandoli. La nuova collezione fall-Winter 2012/ 2013 spazia tra handbag, shoulder bag, shopper, tote e clutch. Top le preziose versioni in pitone.
TAKE A LOOK !





lunedì 11 giugno 2012

Hello June! Hello Giulia Z. !



Viterbo è una città che ha tante deficienze. Nel senso di “mancanze”, alla latina, non pensate subito male, eppure una cosa non gli è mai mancata. Le belle ragazze, dicono. Belle&stronze, però, dicono sempre i più. Stronze nel senso di snob e non è che poi questi “più” abbiano così torto. Ma non voglio essere cattiva in questo post perché è lunedì, quasi piove e il mio umore è già a terra. Anzi. Onore al merito oggi! Hello June!, anche se sembra ottobre ma il meteo lasciamolo a chi ha poco da dire. Sta di fatto che, rischio pioggia a parte, i locali estivi hanno aperto i battenti e sabato sera io c’ero. E come in ogni posto affollato che si rispetti il 70% della gente era OSCENA. Tra le centinaia di persone che il mio occhio ha intercettato, però, ho trovato una rarità che MERITA di essere resa nota al popolo del web.


Ha poco più di vent’anni, è bella come il sole ma soprattutto è sempre sorridente. Non è un’utopia ma è un essere vivente e il suo nome, Ladies and Gentlemen è Giulia Z. Bella è bella ma, viva la faccia, non è per niente stronza, tutt’altro.
In via molto ma molto generale lo stile delle nuove generazioni ha una pecca: è ARROGANTE. Vuoi perché a vent’anni quasi tutto è concesso, vuoi perché ultimamente la moda è un po’troppo estrema e vuoi perché con l’avvento del low-cost tutte possono permettersi di essere cool spesso si finisce con l’ESAGERARE. Chi mi conosce sa che non la faccio passare liscia a nessuno, neanche a mia madre. Beh, questa ragazza non mi ha mai deluso. Né di mattina, né di pomeriggio, né di notte. Sa il fatto suo, ma con discrezione, senza strafare.

Non è difficile, direte, essere sempre carina con quel personale, invece è qui che vi sbagliate. Pare che le "giovani d’oggi" l’abbiano tirate su a pane e aria da quanto sono magre, beate loro! E anche se io non sono Anna Wintour, Dio Santo, grazie a 30 anni di Vogue, 10/decimi e pizza e mortadella (altro che pane e aria) so distinguere la magra/figa dalla magra/sciatta!

W Giulia Z! Che il sorriso (insieme a tutto il resto, per carità) sia sempre con te perché non è un dettaglio da poco, è un NON PLUS ULTRA!

PS: Per chi non la conoscesse è fidanzatissima.

mercoledì 30 maggio 2012

E se hai voglia di un hamburger alle 11 di mattina mangialo! Anche se non è il tuo compleanno fatti un regalo al giorno

Pensiamo troppo. Questa è la realtà. Per ogni movimento, ogni frase e ogni azione siamo bloccati dalle conseguenze. Ma a chi dovremmo rendere conto poi, di tanto più importante di noi stessi?

#Pensiamo troppo al nostro futuro ed ecco che chi ha un talento lo mette nel cassetto pur di portare a casa una laurea in economia, come se fosse una sicurezza.

#Pensiamo troppo davanti allo specchio prima di uscire, come se tutti gli occhi fossero puntati sempre e solo su di noi manco fossimo a Cannes e come se dovessimo dimostrare qualcosa. 

#Pensiamo troppo alla linea, e allora preferiamo essere nervosi tutto il giorno piuttosto che ingerire calorie perché “Ma che scherzi? E’ maggio”!

#Pensiamo troppo prima di andare a dormire, ed ecco che non riusciamo a prendere sonno perché, guarda caso, i pensieri brutti calano proprio insieme alle tenebre.

#Pensiamo troppo prima di rispondere a una provocazione, ed ecco che la scusa è “ Per carattere non ho mai la risposta pronta” o “Mi ha colto di sorpresa”, e allora giù a rimuginare e a pentirsi per non aver mandato a fare in culo il nostro interlocutore.

#Pensiamo troppo anche per inviare un sms o anche solo per scrivere qualcosa su facebook nel box “A cosa stai pensando”! E su!!!

#Pensiamo troppo al conto corrente ed ecco che se vogliamo a tutti i costi una borsa non la compriamo per paura di andare in rosso. Non è vero, scherzavo. Forse questo è l’unico pensiero che non ho mai partorito.

Pensiamo così tanto che poi alla fine ci viene da dire almeno una volta al giorno: "Perchè non c'ho pensato io"? Perchè non c'ho pensato io prima di Cruciani ad inventare quei braccialetti che mi avrebbero permesso di comprarmi una villa a Miami? Perchè non c'ho pensato io prima di Chiara Ferragni a inventarmi una The Flavia Salad?!


Ieri pomeriggio una ragazza che non conoscevo e che si chiama Sara mi ha fatto i complimenti per questo blog. Mi ha scaldato il cuore, ma poi ho PENSATO che era tanto che dovevo aggiornarlo. E allora giù, a PENSARE e riPENSARE cosa scrivere di interessante. Ma zero. Non mi veniva in mente niente. 
E allora ho ragionato che i 21 post precedenti erano venuti di getto, senza troppi arrovellamenti. 
Ecco come è nato questo post.
                      

lunedì 14 maggio 2012

Tempo di matrimoni, tempo di "fashion crimes"



Adoro i matrimoni. Mi commuovo sempre. Davvero, lo giuro su John Galliano. Oggi come oggi trovo straordinario che ci siano ancora uomini disposti a fare il grande passo. Dico uomini perché è altamente improbabile che esistano donne che non lo vogliano. Ah si, dimenticavo le poche eccezioni,le bugiarde e quelle che ancora pensano che vada di moda fare le donne in carriera “toglietemi tutto ma non la mia indipendenza”. Beh, sveglia, si è sposata anche Carrie Bradshaw e mi ci gioco 8 Louis Vuitton che non assomigliate a Samantha Jones neanche per sbaglio.
Detto questo, appurato che il gesto in sé è meraviglioso, parliamo di cose serie: outfit.


Adoro il processo mentale che le donne (la maggiorparte) fanno in questi casi: che mi metto – prima mi informo su che si mettono le altre – faccio la vaga fino all’ultimo per non farmi copiare – devo essere la più figa quel giorno chissenefrega se sarò anche più figa della sposa – devo lasciare tutti a bocca aperta. E amo anche il mini(ovviamente)processo mentale che fanno gli uomini: oddio che palle – mi metto l'abito che ho usato l'anno scorso tanto il blu va bene sempre. E questo quando va bene, perché oggettivamente ora gli uomini sono diventati più trash delle donne. Magari pensano pure di essere cool con un gessato laminato grigio o con un tight di sera.
Aiuto. Aiutateli.
Di certo nessuna di noi è invitata al matrimonio dell’anno, quello di Brad&Angelina, quindi nessuna avrà(purtroppo)un Versace su misura. Il consiglio, dunque, è quello di investire sempre e comunque sugli accessori. Certo, senza esagerare. Un cappello, un paio di scarpe, un paio di orecchini, qualsiasi cosa. Per il vestito, per favore, dite NO al taffetà e al raso; dite NO ai tacchi improponibili se dovete rischiare di finire la serata in ortopedia: non sono affatto disdicevoli i sandali ultra flat o le ballerine,soprattutto in lungo, anzi (Inès de la Fressange dixit). 

            (Inès de la Fressange: long dress+ultra flat)

Ancora non vi fidate?

        (Roberto Cavalli, Michael Kors, Valentino, Fendi)

E in ogni caso, per favore, STILE.

venerdì 4 maggio 2012

Pazza Anna, Amala!


I’m back. Scusate adorati followers se vi ho lasciato abbandonati a voi stessi senza le mie perle settimanali. Non avrete mica fatto acquisti azzardati o fashion crimes senza di me, vero? Comunque eccomi qui, più esaurita di due settimane fa ma anche più primaverile. Ma non è di primavera che voglio scrivere oggi, guardiamo avanti piuttosto e pensiamo all’autunno. C’è una data, infatti, che avreste già dovuto segnare in agenda se vivete in questo mondo: il 4 ottobre 2012, Sant’Anna Dello Russo, patrona delle fashion icon all over the world. Blasfemia a parte, il 4 è il giorno in cui in 140 negozi H&M sarà disponibile la capsule collection della direttrice di Vogue Japan.


Bracciali, orecchini, occhiali da sole, scarpe, borse e accessori. Appariscenti, sparkling, eccessivi in perfetto stile ADR. Il tutto, ça va sans dire, low cost, in perfetto stile H&M. Si dice eccitatissima e onorata Anna di questa collezione. Dopo la linea realizzata per Macy’s la collaborazione con il celebre brand svedese segna un traguardo importante nel mondo della moda perché per la prima volta coinvolge un Fashion Director.


E non è stata una scelta casuale quella di creare una linea solo di accessori. Sono questi ultimi i pezzi chiave di ogni outfit, i segni distintivi della personalità di chi li indossa. E non porterebbero la firma delle fashion icon più amate se non fossero sopra le righe. Il 4 ottobre è un giovedì. Iniziate ad organizzarvi per prendere un giorno di ferie, mancano solo 5 mesi..

giovedì 12 aprile 2012

Alber Elbaz & Lanvin: questo si che è Amore



Avrei voluto scrivere io un libro limited edition “piccolo e grasso”. E sempre io avrei voluto far precedere ogni capitolo da alcune pagine bianche perché è il foglio bianco da riempire che ogni stilista si trova davanti ogni giorno. E invece no. Quel geniaccio di Alber Elbaz mi ha fregato. 



Settecento pagine che documentano dieci anni di direzione artistica chez Lanvin. Un amore, tra Elbaz e la Maison francese, nato nell’ottobre del 2001 che rivive in tremila fotografie, ognuna con un pensiero dell’autore.


A.E. ha fatto una promessa alle donne che veste: stile, stile e stile. E l’ha mantenuta alla grande visto che ora incarna il fascino dell’eleganza français. Eppure nessuna sua collezione di Alta Moda porta la sua firma. I “più” lo conoscono grazie alla capsule collection per H&M, i “meno”, invece, lo amano da una vita. E per “i più” oggi sono in vena di presentarlo.


Si è fatto le ossa da Guy Laroche, è approdato da YSL dove disegna la linea pret-à-porter “Rive Gauche”, ma dopo tre collezioni viene “spodestato” da Tom Ford. Ma ecco che, dopo una breve parentesi da Krizia, arriva il 2001 e diventa direttore artistico di Lanvin, storica Maison parigina fondata nel 1889 da Jeanne Lanvin in rue du Faubourg Saint-Honorè.


All’inizio dell’esperienza Lanvin, la prima collezione A/I 2002 è fortemente ispirata allo stile della fondatrice Jeanne con un’esplosione di lustrini enormi, nastri in abbondanza e abiti-camicie. Il passo successivo, invece, consiste nell’adattare gli abiti alla femminilità moderna, con tagli e orli leggermente incompiuti e semplici cinture di cuoio legare in vita.


              (Paris Fashion Week-Lanvin F/W 12-13)

Sobrietà, eleganza, modernità e un tocco di glamour sono i suoi principi guida e ogni sfilata è un trionfo. Ormai beniamino della Settimana della Moda parigina, Elbaz risplende di luce propria e star come Kate Moss, Chloé Sevigny e Sofia Coppola non possono fare a meno delle sue creazioni.


P.S.: Il libro di Alber Elbaz che festeggia dieci anni di attività chez Lanvin è realizzato a mano, rilegato in tela gros-grain con incisioni tipografiche dorate e un timbro nero sulla copertina. Viene consegnato in una scatola di cartone anch'essa fatta a mano. Si può acquistare sull'e-store Lanvin e presso il monomarca parigino al 15 e 22 di rue du Faubourg Saint-Honoré al prezzo di 320 euro. Il termine ultimo per comprarlo era stato fissato per il 1 aprile, ma state tranquilli, sul sito è ancora disponibile..