Oggi mi sento in vena di fare qualche precisazione sul vintage. Ho notato una tendenza dilagante che mi obbliga a riportare qualcuno sulla retta via. Intendiamoci, nulla è più personale dello stile, e il mio vuole essere solo un puntino sulla i. Confondere un accessorio vecchio con uno vintage mi ricorda lo stesso fraintendimento tra un grigio antracite e un tortora:
a big, big fail.
Partiamo dal presupposto che è una parola d’origine francese, e come tale si pronuncia con l’accento sulla “a”, per capirci. Se dite vìntage, english style, siete già fuori strada. Deriva dal francese antico vendange che indicava i vini d’annata di pregio. Oggi il suo significato non è cambiato di molto. Applicato all’abbigliamento, infatti, vintage si riferisce alla moda d’epoca. D’antan sì, ma non vecchio e basta.
Usato è usato, ma attenzione, il fatto che quel pezzo sia solo passato di mano in mano non lo rende vintage. Per essere tale, infatti, quel capo deve essere unico, nel senso di irripetibile per gli standard attuali e non alterato dal tempo trascorso. Ne consegue che, di norma, si parla di un abito o di un accessorio di altissima qualità che è rimasto integro dopo anni, un capo che, nell'ipotesi migliore, magari è stato il capostipite fortunato di collezioni e collezioni successive.
Per farla breve, un maglione di quando avevate dodici anni che si è conservato bene NON è vintage.
Bisous

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